VIVERE CON LA PSORIASI

FALSI MITI

Dato il carattere “visibile” dei sintomi cutanei della psoriasi e della stigmatizzazione ad essa associata, sono diffuse molte false credenze in merito alla malattia che è bene contrastare con una corretta informazione per evitare di acuire l’isolamento sociale e le difficoltà relazionali di chi soffre di questa patologia. Quasi il 50% delle persone affette da psoriasi, infatti, ritiene che lo stigma sociale (la parola “stigma” viene usata come sinonimo di marchio, segno distintivo, in riferimento alla disapprovazione sociale di alcune caratteristiche personali) associato alla malattia provochi un disagio maggiore rispetto a quello direttamente collegato alla sintomatologia fisica.

1. LA PSORIASI È CONTAGIOSA

La psoriasi non è contagiosa: le lesioni cutanee possono essere molto evidenti e soggette a desquamazione a causa della velocità abnorme con la quale si riproducono le cellule dell’epidermide, ma non possono però in alcun modo essere trasmesse ad altri poiché la causa della psoriasi (sia nell’adulto che nel bambino e nell’adolescente) non è infettiva, ma immunologica.

Sebbene la malattia possa essere in alcuni casi scatenata da alcune infezioni (ad es. faringotonsilliti streptococciche) queste sono solo “attivatrici” della malattia, la cui causa risiede in meccanismi autoimmuni soggetti a verificarsi solo in persone geneticamente predisposte alla malattia.

Sono dunque le stesse cellule del sistema immunitario della persona a causare lo stato infiammatorio cronico responsabile delle lesioni cutanee: nessun virus o altro agente infettivo esterno è direttamente responsabile della psoriasi.

Per questo motivo non si corre alcun rischio ad avere dei contatti fisici diretti con adulti o bambini affetti da psoriasi. Stesso discorso vale per l’artrite psoriasica.

2. LA PSORIASI È UN SINTOMO DI SCARSA IGIENE

La psoriasi è una malattia causata da fattori genetici e immunologici; le lesioni cutanee, che rappresentano i sintomi più evidenti, non sono dunque correlate ad una scarsa igiene della persona.

Al contrario: il contatto con l’acqua e una detersione troppo aggressiva possono peggiorare i sintomi della psoriasi.

Per questo le persone che ne sono colpite devono utilizzare detergenti e lozioni appropriati che aiutino a mantenere un’adeguata idratazione dell’epidermide evitando  un peggioramento delle lesioni e del prurito/bruciore ad esse associato.

3. LA PSORIASI COLPISCE SOLO GLI ADULTI O I BAMBINI

Un’altra falsa credenza relativa alla psoriasi è ritenere che la malattia possa comparire soltanto a un’età specifica. In realtà, sebbene la maggior parte dei casi si manifesti fra i 15 e i 20 anni o fra i 55 e i 60, la psoriasi può comparire a qualunque età.

Ci sono forme che compaiono anche durante l’infanzia o l’adolescenza (psoriasi pediatrica). È piuttosto raro invece che la malattia compaia fin dalla nascita (congenita). Non c’è quindi un età specifica nella quale può comparire la psoriasi, la malattia, infatti, è sostenuta da una componente genetica.

Non tutte le persone geneticamente predisposte tuttavia sviluppano la psoriasi o la manifestano nello stesso momento della vita: sulla comparsa dei sintomi possono incidere numerosi fattori (stress, lesioni cutanee, assunzione di particolari farmaci, infezioni, stile di vita ecc.) che possono comportarsi da “attivatori della malattia”.

In persone diverse, dunque, la psoriasi può manifestarsi in momenti differenti della vita a seconda di predisposizioni genetiche e dell’esposizione a eventuali fattori di rischio.

4. LA PSORIASI NON NECESSITA DI CURE PARTICOLARI PERCHÉ NON PONE IN PERICOLO DI VITA

Le manifestazioni più evidenti della psoriasi sono quelle relative alle lesioni cutanee, ma ci sono anche delle implicazioni sistemiche e altre possibili condizioni a essa associate (artrite psoriasica, diabete mellito, uveiti, malattia di Crohn).

Inoltre, trattandosi di una malattia cronica ad andamento recidivante, le terapie da assumere possono essere complesse e interferire con lo stile di vita abituale o produrre effetti collaterali. Di fronte a queste difficoltà, , se non si ottengono in breve tempo i miglioramenti sperati, ci si può scoraggiare e sottovalutare l’importanza delle terapie. Gli studi hanno evidenziato a tal proposito che solo il 50-60% dei pazienti segue adeguatamente le terapie prescritte dai medici.

Quello che è invece importante sapere è che la psoriasi è una malattia che interessa l’organismo nel suo insieme poiché è sostenuta da uno stato infiammatorio cronico che può interessare, nei casi più gravi, anche altri distretti corporei e/o predisporre all’insorgenza di altre patologie sistemiche. Inoltre le lesioni a carico dell’epidermide possono essere, in molti casi, piuttosto estese o peggiorare nel corso del tempo se non adeguatamente trattate. Una condizione spesso associata alla psoriasi è l’artrite psoriasica: se non adeguatamente trattata, l’infiammazione cronica può arrivare a danneggiare gravemente la funzionalità delle articolazioni.

Per questi motivi è indispensabile seguire attentamente le terapie farmacologiche indicate dal proprio dermatologo curante; se è vero che non esiste una cura risolutiva per la psoriasi è vero anche che le terapie, unite ad un corretto stile di vita, possono tenere sotto controllo la sintomatologia prevenendo un peggioramento e preservando la qualità di vita.

Gli effetti delle cure farmacologiche potrebbero non essere immediati, questo non vuol dire che i farmaci siano inutili: spesso i miglioramenti si verificano a lungo termine. Esistono inoltre diverse tipologie di trattamenti per la psoriasi, la psoriasi pediatrica e l’artrite psoriasica; le opzioni terapeutiche più indicate devono venir valutate caso per caso a seconda dell’età, della condizione clinica e dello stile di vita della singola persona. Affinché le cure farmacologiche possano produrre risultati soddisfacenti è quindi molto importante parlare col proprio dermatologo di aspettative, dubbi o timori relativi alle cure e ai possibili effetti collaterali, nonché dell’impatto delle terapie sulla propria qualità di vita.

5. ESISTE UNA CURA ALTERNATIVA PER GUARIRE DALLA PSORIASI

Oggi sempre più persone ricercano sul web informazioni sulle proprie condizioni di salute imbattendosi in numerose proposte di rimedi naturali e terapie “alternative” che promettono di curare diverse patologie.

È opportuno diffidare da false promesse, specie riguardo a malattie croniche coma la psoriasi, la psoriasi pediatrica o l’artrite psoriasica  per le quali non esiste una cura definitiva che sia cioè in grado di contrastare il meccanismo patogenetico che sostiene la malattia. Le cure possono però ridurre e tenere sotto controllo la sintomatologia incidendo notevolmente sul miglioramento della qualità di vita.

Raccomandazioni e consigli di opzioni terapeutiche alternative, come rimedi naturali e fitoterapici, potrebbero contribuire a un sollievo sintomatologico, ma devono venir valutati molto attentamente, discussi col proprio dermatologo curante e mai considerati in sostituzione delle terapie farmacologiche.

6. C'È UN SOLO TIPO DI PSORIASI

La psoriasi può manifestarsi con sintomi cutanei differenti a seconda della tipologia delle lesioni cutanee, della loro estensione, delle zone corporee interessate e dell’età (vi sono forme specifiche nella psoriasi pediatrica).

La psoriasi può interessare zone del corpo scarsamente visibili come il cuoio capelluto o le piante dei piedi o concentrarsi in zone cutanee particolarmente esposte come il volto e le mani.

Le lesioni possono essere circoscritte e localizzate oppure essere piuttosto estese; assumere una forma bianco-argentea con desquamazioni evidenti (la psoriasi a placche è la forma più comune) o assumere la forma di chiazze eritematose concentrate nelle pieghe cutanee o, ancora, di piccole macchie rossastre a forma di goccia lungo il tronco. In alcune persone possono comparire contemporaneamente diverse forme di psoriasi.

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