VIVERE CON LA PSORIASI

PSORIASI E BULLISMO

I bambini e gli adolescenti con psoriasi possono essere oggetto di bullismo a causa della visibilità delle lesioni cutanee.

Il bullismo può comportare effetti negativi sull’autostima, può scatenare la tendenza ad isolarsi con conseguente difficoltà nel relazionarsi con gli altri.

Le vittime di bullismo hanno elevati livelli di paura e preoccupazione, di insicurezza, ansia e depressione; sono maggiormente irritabili, possono sviluppare comportamenti schivi e raccontare menzogne.

Essere vittima di bullismo e/o cyber bullismo è fortemente associato a stati di tristezza ed a considerare o tentare il suicidio.

COS’E’ IL BULLISMO?

Si parla di bullismo quando una persona o un gruppo di persone feriscono intenzionalmente e ripetutamente un soggetto ritenuto debole, prevaricando su di esso.

Il bullismo può avvenire nei comuni luoghi d’incontro come scuola, palestra, oppure online, attraverso l’utilizzo di social media, in questo caso si parla di cyber bullismo.

Il bullismo può essere di tipo:

  • Fisico: in questo caso il  “bullo” aggredisce fisicamente con calci, pugni, spinte il soggetto vittima delle sue attenzioni.
  • Verbale: il soggetto ritenuto debole viene sopranominato con nomignoli sarcastici, viene preso in giro, minacciato e/o sminuito di fronte ad altri.
  • Emotivo: il soggetto, mira di bullismo, viene isolato dal resto della compagnia, viene tormentato, umiliato, intimidito, vengono esercitate su di esso manipolazioni e coercizioni.
  • Sessuale: tramite contatto fisico indesiderato, commenti offensivi, riferimenti omofobici ecc.
  • Online/Cyber: condivisione di post, video o foto sui social network che ritraggono la vittima in condizioni imbarazzanti, invio di messaggi intimidatori e/o offensivi con l’intenzione di infliggere danno e disagio.

CONSIGLI ANTI-BULLISMO PER BAMBINI E ADOLESCENTI

Per la vittima non è semplice reagire alle prepotenze, ma alcuni comportamenti possono essere d’aiuto

Se sei vittima di bullismo, non avere timore, parla con qualcuno di cui ti fidi, con i tuoi genitori, i tuoi fratelli, i tuoi parenti, i tuoi insegnanti; chiedere aiuto è il primo passo per risolvere la situazione.

Non vergognarti di quello che ti succede, non è assolutamente colpa tua; ognuno di noi è a suo modo diverso, è questo che ci rende unici.

In caso di cyber bullismo, conserva le prove: salva foto, video, messaggi, e-mail o post.

Non cercare di vendicarti, la situazione potrebbe peggiorare e faresti del male solo a te stesso; piuttosto, pensa a chi ti può essere d’aiuto e sostegno, amici, genitori, insegnanti.

Frequenta solo persone che ti fanno sentire bene con te stesso. Pensa al tuo benessere: frequenta nuove compagnie, fai sport, vai al cinema, esci di casa.

Non lasciarti abbattere da nessuno

CONSIGLI ANTI-BULLISMO PER I GENITORI

Come monitorare e imparare a riconoscere il bullismo, intervenire tempestivamente e sostenere chi ne è coinvolto.

Presta attenzione a segnali di malessere, se pensi che tuo figlio sia vittima di bullismo, non farti prendere dal panico e cerca di tranquillizzare il bambino/ragazzo spiegandogli che essere oggetto di scherno non dipende da lui e che insieme affronterete il problema.

Insegna a tuo figlio l’accettazione di se stesso, la valorizzazione e fai in modo che si senta libero di parlare con te di ogni argomento.

Non essere tentato di consigliare a tuo figlio di vendicarsi, perché potrebbero esserci risvolti imprevedibili con il rischio di peggiorare la situazione.

Prendi nota degli episodi di bullismo e, nel caso di cyber bullismo, mostra a tuo figlio come “bloccare” queste persone.

Coinvolgi tuo figlio in attività gratificanti che possono aumentare l’autostima e la fiducia in se stessi, come imparare a suonare uno strumento, praticare il suo sport preferito.

CONSIGLI ANTI-BULLISMO PER GLI INSEGNANTI

Spesso il bullismo avviene proprio nel luogo in cui il bambino o adolescente dovrebbe sentirsi più al sicuro: nell’aula di scuola.

Se sei un insegnante e ti è capitato di assistere a fenomeni di bullismo devi sapere che la vittima di tali attenzioni non ha colpe e non deve cambiare il suo modo d’essere. Chi, invece, ha bisogno di cambiare il proprio comportamento e atteggiamento è chi fa il bullo.

Incoraggia gli alunni a confidarsi con te, a chiedere aiuto e segnalare episodi di bullismo nei propri confronti o nei confronti di altri compagni; stimola la propensione dei giovani a difendere la vittima e non ad assecondare l’aggressore. Promuovi la collaborazione, l’empatia e la solidarietà tra il gruppo di compagni.

Se un tuo alunno ti confida di essere vittima di bullismo, non minimizzare il problema ma intervieni prontamente a sostenerlo e considera i bulli come soggetti, non solo da fermare, ma da aiutare.

Bibliografia

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