Aspetti psicologici e sociali della psoriasi

La psoriasi negli adolescenti ha un importante impatto psicologico non solo nel ridurre l’autostima, ma aumentando il senso di inadeguatezza e l’imbarazzo provato per la propria condizione.

Aspetti psicologici e sociali

La psoriasi adolescenziale si presenta, da un punto di vista clinico e terapeutico, molto simile a quella dell’adulto (vedi qui gli aspetti generali della psoriasi).

Tuttavia in questa fascia d’età, oltre al disagio dovuto alla formazione delle placche ed il conseguente prurito, si aggiungono anche problematiche importanti spesso sottovalutate: gli aspetti psicologici e sociali della psoriasi.

Infatti, l’adolescente affetto da psoriasi, anche lieve, deve quotidianamente affrontare una malattia cutanea cronica che lo fa sentire sfigurato e gli fa perdere fiducia in se stesso. I cambiamenti fisici e psicologici e la maturazione sessuale propri di questo periodo non solo portano il corpo a modificarsi rapidamente ma anche la necessità di sentirsi accettato e di piacersi.

Per questi motivi l’adolescente con psoriasi potrebbe sentirsi inadeguato e preoccupato a causa delle lesioni tipiche della malattia che, però, vengono percepite come difetti fisici da nascondere. La “visibilità” della psoriasi complica, quindi, il rapporto con il proprio corpo e con gli altri: vergogna a scoprirsi, imbarazzo nell’intimità, paura del giudizio degli altri e, di conseguenza, una peggiore qualità di vita.

Per alcune persone la psoriasi rappresenta una condizione talmente limitante che alcuni tendono ad autoescludersi dai rapporti sociali per timore di venire derisi, giudicati o allontanati.

Queste condizioni comportano anche un aumento dello stress, che è sia conseguenza che causa stessa della psoriasi.

In conclusione, la grande sfida della psoriasi adolescenziale è duplice: clinica e psicologica tanto che, alcuni studiosi hanno parlato di malattia psico-fisiologica.

L’impatto psicologico e la depressione

A causa dell’importanza ricoperta dall’impatto psicologico della psoriasi sul benessere generale della persona, non sono solo i giovani pazienti ad essere coinvolti nella gestione quotidiana della malattia ma anche coloro che fanno parte della loro vita: genitori, amici, insegnanti.

Tutti loro dovrebbero essere informati e preparati (anche con l’aiuto di uno psicologo) a fornire il giusto supporto ed evitare che chi soffre di psoriasi sia vittima di fenomeni di bullismo o di esclusione.

In assenza di aiuto a parlare liberamente del proprio disturbo, o di fronte ai pregiudizi degli altri, molti giovani corrono il rischio concreto di scivolare verso la depressione.

L’ansia e la depressione, come dimostrato da alcuni studi, costituiscono una condizione di cui il dermatologo curante deve tener conto nello stabilire la terapia più corretta per ogni singolo caso. Uno studio clinico ha analizzato questo aspetto, confermando con evidenze scientifiche, il legame tra la psoriasi adolescenziale e patologie di origine depressive.

Se sei un adolescente con psoriasi o hai un figlio con psoriasi chiedi consigli per limitare al minimo ansia e depressione non solo al dermatologo, ma anche ad uno psicologo. L’abbassamento dei livelli di stress non solo favorisce un miglioramento della qualità di vita ma aiuta anche a contenere i sintomi della malattia.

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