Gestione delle emozioni

emozioni e psoriasi

La psoriasi può indurre reazioni emotive di depressione, apatia o rabbia. Inoltre, malattie della pelle come la psoriasi possono causare vergogna, prese in giro e isolamento dagli altri coetanei.

Riconosci e accogli sempre gli stati d’animo di tuo figlio verso la psoriasi ed evita di minimizzarli.  È fondamentale che il tuo bambino impari a riconoscere e ad esprimere i suoi sentimenti riguardo alla psoriasi.

Se ritieni che tuo figlio sia sopraffatto da questi stati d’animo e/o limitato nella sua vita sociale e di relazione (es. rifiuto ostinato di andare a scuola, isolamento dagli altri, pianto inconsolabile ecc.) e senti che a lungo andare, nonostante il tuo impegno, non riesca a gestirli efficacemente, prendi in considerazione l’idea di rivolgerti ad uno psicologo per fornire sostegno a te e/o al tuo bambino.

psoriasi e rabbia

C’è un’influenza circolare e reciproca fra le tue emozioni e quelle del tuo bambino riguardo alla malattia: il tuo atteggiamento riguardo alla psoriasi influenza quello di tuo figlio. Il bambino percepisce il disagio emotivo del genitore nei confronti della sua malattia e questo, in malattie della pelle come la psoriasi, può innescare un peggioramento psicosomatico dei sintomi.

Può verificarsi anche la situazione inversa: il disagio di tuo figlio e la sua difficoltà ad adattarsi alla malattia possono diventare per te motivo di ansia, depressione, frustrazione ed impotenza.

Cerca dunque di essere fiducioso e di trasmettere a tuo figlio il messaggio che la psoriasi è gestibile e non è una condizione di cui vergognarsi. Non sottovalutare l’utilità di un aiuto psicologico per te stesso/a se i vissuti emotivi riguardanti la psoriasi del tuo bambino diventano per te troppo difficili da gestire.

Ecco alcuni modi per gestire le reazioni emotive comuni nei bambini e negli adolescenti con psoriasi:

  • Ricorda a tuo figlio che la psoriasi è una malattia cronica e che come tale è normale che alterni periodi di remissione e periodi di riacutizzazione dei sintomi.
  • Ascolta i sentimenti di delusione e frustrazione di tuo figlio: non puoi modificarli, ma puoi convalidare i suoi stati d’animo e sostenerlo con un ascolto empatico. Se  tuo figlio si sente arrabbiato o triste perché ad esempio qualcuno lo ha preso in giro o i sintomi della psoriasi sono peggiorati, quello di cui ha bisogno è di sentire che i suoi stati emotivi sono presi sul serio. Non è utile dirgli che tutto va bene: questo equivale a sminuire i suoi sentimenti. Solo dopo aver ascoltato come legittimi i suoi stati d’animo più negativi si può comunicare un atteggiamento positivo e di fiducia.
  • Nei momenti in cui un trattamento non dovesse funzionare come sperato ricorda a tuo figlio che esistono molte opzioni terapeutiche per la psoriasi e che se un trattamento può non funzionare, altri potrebbero dare benefici.
  • Aiuta il tuo bambino a trovare un esempio positivo in cui identificarsi per combattere e gestire efficacemente la psoriasi come una persona che ammira, un personaggio famoso o un eroe dei fumetti: qualcuno che abbia superato una sfida e ne sia uscito vincitore.

Come caregiver primario del bambino, dovrai essere il più possibile informato riguardo alla malattia per aiutarlo a gestirla nel corso dell’infanzia. Decidi cosa dire a tuo figlio della malattia e della sua gestione in base all’età, alla maturità e allo stato emotivo.

Bibliografia
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